Luca P. Carnevale di Morcote 1984

AbitoTalare

Ripreso da Ralf Simons, collezione autunno/inverno 2000-2001 (Modesmuseum Hassel)

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Le lingue nazionali

“Un populu diventa poviru e servu, quanno ci arrobbanu la lingua addutata di patri, a perdi pi simpri”

Scelta ben nota a Isabella di Castiglia

 

l’ ombra di Italia Messico 1970

Draghi3

 

Sempre in stagione estiva, la vendetta a distanza si compie per la soddisfazione dei bar dell’ Alto Adriatico!

Avvistato Super Mario sotto l’ ombrellone a Rimini, sempre compassato,  ma questa volta incapace di nascondere il suo inconfondibile ghigno di soddisfazione, nemmeno Wolfgang ci riusci.

 

 

Euro, Cassa per il Mezzogiorno, tariffe commerciali

Sempre piu` spesso si legge che la Germania avrebbe aderito all’Euro per soffocare i suoi concorrenti. E` anche notorio che il concorrente piu` stretto del sistema economico tedesco, per sovrapposizione di prodotti e specializzazione industriale, si e` sempre mostrato l’Italia, naturale quindi la facile conclusione odierna.

Non e` comunque difficile il ragionamento seguibile per valutare la ragionevolezza della conclusione ricordata, soprattutto quando il prof. Trump ci ricorda l’esistenza delle barriere tariffarie nella conduzione della politica commerciale degli stati.

La nascita dell’Euro interrompe un lungo periodo in cui la competitivita` internazionale dei prodotti italiani veniva assicurata anche dalle frequenti svalutazioni, in altre parole dagli sconti prezzo che il sistema Italia offriva ai suoi clienti esteri, facendone pagare il costo in termini di inflazione all’ operatore famiglia all’interno del paese. La conquista dei mercati di esportazione ottenuta lavorando sulla leva del prezzo, specializzava il sistema produttivo su mercati sensibili a quella leva e non ad altre, avvicinando l’Italia alla competizione con i paesi meno capaci di offrire maggiore valore aggiunto nel prodotto (con tutte le conseguenze della scelta). La specializzazione in prodotti a basso valore aggiunto per l’Italia non ha rappresentato un costo per il paese finche` i nuovi concorrenti globali non sono emersi (la loro emersione era comunque prevedibile con quasi certezza parecchi anni prima del suo avvento).

Le continue svalutazioni della lira consentivano all’Italia di riguadagnare posizioni competitive perse a causa delle nostre minori efficienze, non corrette appunto confidando nella continua correzione a spese sempre della popolazione almeno un po’ disinformata sul pieno significato economico della specialita` italiana. Le svalutazioni del passato avvenivano all’interno di un ambiente economico continentale che si stava avvicinando sempre di piu` e rendendo cosi sempre piu` evidente al concorrente tedesco l’iniquita` (vista con i suoi occhi) del nostro comportamento, al punto di pensare anche all’introduzione di tariffe correttive a danno dell’esportatore italiano, costantemente avvantaggiato dai cedimenti nel cambio.

Esiste una grande differenza nella accusa di allora all’Italia da parte del vicino tedesco e l’accusa che oggi alcuni italiani avanzano nei confronti dei vicini tedeschi? Ragionando su questo punto, forse alcuni aspetti volutamente confusi iniziano a chiarirsi.

Altro profilo da considerare nella valutazione delle dinamiche che hanno interessato le due economie: entrambi i paesi hanno seguito un percorso storico di relativamente recente unificazione, l’ Italia lo ha iniziato con i Savoia, la Germania lo ha realizzato sotto l’impulso di Bismark, ha sofferto la separazione dopo la seconda guerra mondiale, ha realizzato la riunione delle due parti investendo denaro e risorse umane a partire dal 1989. A seguito della riunificazione, la Germania, negli anni ’90 si era guadagnata anche il soprannome di “malato d’Europa”, la riunificazione e` stata affrontata assumendo uno sforzo fiscale immenso per la popolazione della Germania occidentale, che per anni ha pagato una sovrattassa dedicata allo scopo (addizionale IRPEF esplicita in parole Italiane) ed ha impiegato la KfW (Kreditanstalt Fuer Wiederbau), analoga se vogliamo alla nostra Cassa per il Mezzogiorno, nella ricostruzione e ammodernamento dei nuovi stati dell’Est.

Il nostro vicino concorrente, da malato continentale a positivo esempio mondiale, ha seguito lo stesso percorso Italiano nell’ unificazione del Paese, forse ha avuto la fortuna di dovere ripetere l’operazione, l’Italia ha pensato di essere stata promossa al primo colpo (unificazione targata Savoia), il risultato che vediamo non appare orgogliosamente confrontabile.

Lette le premesse sovrastanti, siamo ancora convinti che la colpa sia dell’Euro?

Una lettura meno frettolosa, piu` obiettiva, sicuramente piu` completa di questo breve riassunto, e` contenuta nel testo disponibile all’indirizzo web indicato, dove si puo` leggere in modo piu` completo cosa e` successo nel mondo dalla fine degli anni ’80 ad oggi, come si sono comportati i diversi paesi nel periodo e anche quali episodi fortunati hanno incontrato. Non emerge nessuna pianificazione distruttiva a danno dei vicini, solo la capacita` di individuare anche le situazioni fortunate raggiungibili e raggiungerle (il prelievo attuato dalla Cassa del Mezzogiorno, a danno del Nord e senza vantaggio per il Sud non appare esplicitamente pianificato, il risultato pero` e` innegabile, anche qui il comportamento distruttivo non coinvolge ragionamenti internazionali).

Una conclusione evidente che emerge dallo studio, ma raggiungibile anche con un elementarissimo ragionamento al bar, ribadisce il disastro che verrebbe rappresentato da una uscita dell’Italia dall’Euro, con il probabile danno aggiuntivo che per ora nessuno nomina, ma che il prof Trump ci insegna a non dimenticare: una volta usciti dall’Euro, per che motivo non ci dovrebbero essere applicate tariffe correttive, soprattutto quando la nostra eventuale svalutazione potrebbe essere letta come “competitiva”?

https://voxeu.org/article/explaining-german-s-exceptional-recovery-new-ebook

L’immagine fa la sostanza (purtroppo)

https://www.ft.com/content/087e3a12-6b1e-11e8-8cf3-0c230fa67aec

Finalmente un testo che riporta affermazioni chiare, cita dati veri e descrive una realta` ormai sconosciuta ai piu`, tanto sconosciuta da appartenere probabilmente alle piu` disperate fantasie ottimiste di qualche soggetto ormai dedito a sostanze stupefacenti innovative.

L’Italia esempio  di correttezza fiscale, non per un paio di anni, per oltre due decenni! L’economia Francese al pari di quella tedesca? Ma chi ci crede? Eppure sono numeri, non ipotesi, non stime future, numeri consuntivi.

Verissimo lo strano comportamento della maggior parte degli economisti, ormai troppo spesso uomini di spettacolo, adatti al Maurizio Costanzo Show piu` che al loro posto di origine. A cosa serve un economista che ripete il consenso gia` presente presso il pubblico? Che non corregge letture deviate o addirittura l’assenza di letture?

Per fare nomi e cognomi, allucinante la proposta di suicidio assistito (meccanismi di ristrutturazione automatica del debito degli emittenti in difficolta`, un po’ come aprire un tiro a segno dove non si paga il biglietto d’ingresso e dove anche i non vedenti fanno sempre centro) firmata dai 14 economisti citati, tra i quali, estremamente sorprendente, la partecipazione anche di Jean Pisani – Ferry che in passato aveva mostrato ambizioni sicuramente piu` vitali nei confronti dell’Euro (e da cui non ci si dovrebbe aspettare la completa ignoranza di come funzionano i mercati finanziari).

Al link sottostante il testo prodotto con il tempo dei 14 luminari che sono riusciti a raggiungere il risultato tipico di un comitato che lavora sul consenso, con un attento orecchio alle indicazioni percepite dal mondo politico esterno: la garanzia del minimo comun denominatore!

Ma perche` un gruppo di docenti non si accorge dell’infimo risultato che riesce a produrre ignorando le notissime regole della teoria del gioco, della behavioral economics, che insegna in aula?

 

https://cepr.org/content/new-research-cepr-policy-insight-no91

 

Provvedimenti economici e salute della stampa

http://www.ilsole24ore.com/art/notizie/2018-06-04/flat-tax-partite-iva-e-imprese-2019-famiglie-due-tempi–222300.shtml?uuid=AERT1NzE

Il Sole 24 Ore, gia` principale testata economica nazionale, sembra attraversare un periodo di difficolta`.

La lettura dell’articolo allegato puo` aiutare a capire perche`:

la flat tax, chiamata in Italia fino ad oggi IRPEG ed IRES, eiste per le imprese da 50 anni.

Se anche la testata economica nazionale non se ne accorge, per che motivo puo` pensare di meritare ancora lettori paganti?