Una scelta non razionale

Mentre approfondivamo la questione topografica del mistero, sulla stampa locale si è passati in poco tempo dal sollievo e la gioia per il ritrovamento dello scomparso ai dubbi sulla versione data da Vadori sui lunghi giorni e le lunghe notti passate all’addiaccio, e ai mugugni di chi ora, in tempi in cui tutto si misura sul piano economico, vorrebbe fargli pagare le dispendiose giornate di ricerca.

Sul come il buon Natale sia uscito indenne dal freddo e dalla fame non ci pronunciamo, e, ingenuamente, vogliamo credere alle sue parole; del resto da qualche parte in quei giorni deve essere pur stato e non pensiamo abbia potuto nascondersi in un B&B o in una pensioncina, senza sollevare sospetti; se mai ne esistessero nel ‘non luogo’ geografico dove si è rifugiato. Anche le ipotesi sul luogo mentale abitato per ventisei giorni dal professore dovrebbero essere rispettose degli indizi forniti dallo stesso Vadori: una scelta non razionale.

Si tratta di un ossimoro che turba le menti semplici. Così forse si spiega il sentimento di chi, pronto a commuoversi se fosse stata trovata la salma, prova ora una malcelata contrarietà nel vedere vivo e in buona salute il nostro caro amico; esito il cui costo, una comunità degna di tale nome si può accollare senza risentimenti

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