L’ estate si avvicina sui mercati finanziari

Si attende una ottava interessante, con inizio in USA mercoledi prossimo, seguito in Giappone giovedi e chiusura di nuovo in USA venerdi.

Saremo nell’ ultima settimana di aprile, a circa un mese quindi da giugno, mese durante il quale il mondo si attende, senza grande sicurezza, il secondo rialzo dei tassi di interesse di riferimento in Stati Uniti. A fine aprile ci verra` offerta una indicazione premonitrice? Probabilmente no. La sfinge Yellen continuera` a tenerci sulla corda ripetendo che le decisioni della Fed sono puramente “data dependent”.

Andando pero` oltre i puri dati, saltato giugno la velocita` dei mercati ci proietta a settembre e quindi molto vicini all’ altra rilevante scadenza per il paese di oltre Atlantico: le elezioni presidenziali di novembre. Guardando con attenzione il calendario leggiamo che la Fed si riunisce nei giorni 26 e 27 e che il 27 comunichera` le sue decisioni, assieme ad una spiegazione che poi sara` completata dall’ indicazione dell’ attesa di sviluppo del GDP USA che verra` pubblicata il giorno successivo. La reazione dei mercati al comunicato del 27 sara` quindi da leggere tenendo presente che i membri del consiglio della Fed non sono totalmente ignari di come si forma la previsione a noi nota il giorno dopo. La possibile incomprensione che si potra` manifestare mercoledi, avra` la possibilita` di rientrare il giorno successivo.

Sempre il 28 ci sara` una riunione della Banca Centrale Giapponese. Sul mercato le attese sembrano propendere per una decisa manovra espansiva aggiuntiva, che potrebbe quindi portare il tasso di riferimento sullo Yen a -0.20 dal -0.10% attuale e potrebbe vedere una spinta quantitativa aggiuntiva composta da un mix di acquisto di ETF e di titoli obbligazionari (le ipotesi piu` aggressive considerano gia` anche l’ idea di una introduzione di tassi negativi sui prestiti). Il risultato potra` essere evidentemente positivo per l’ indice azionario locale, spingere ulteriormente in basso i tassi di interesse in yen anche sulle lunghe scadenze ed infine indebolire la divisa, soprattutto contro dollaro Americano.

In sintesi, potremmo avere una Federal Reserve che rimane un po’ piu` ermetica di quanto gradiremmo, lasciandoci pero` capire (ma non aiutandoci a farlo) che la mossa a giugno non puo` essere esclusa con certezza, anche per il rispetto del calendario elettorale. Quanto sopra contemporaneamente ad un Giappone che vuole essere piu` espansivo di quanto lo e` gia`, e che potrebbe anche rivedere al ribasso le proprie attese di sviluppo del GDP. La Banca Centrale Europea questa settimana e` assente (ha parlato da poco), la debolezza che abbiamo osservato nel dollaro durante i primi mesi dell’ anno potrebbe avere ora una sosta.

Arrivando piu` vicini a giugno, non siamo dell’ idea che saltato giugno si debba per forza andare a settembre, nessuno vieta un movimento in luglio (evitando di essere sotto la data elettorale), che ne lascierebbe comunque aperto uno a dicembre (dopo le elezioni).

Stiamo entrando in clima estivo e, giustamente, la temperature sale.

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