E con le Scarpe o senza Scarpe il mio San Giorgio lo vogio qua

Finalmente il nostro San Giorgio e` stato rimosso dalla sua posizione altamente pericolante. Intervenuti nel delicato intervento alcune decine di specialisti delle piu` svariate provenienze, giunti in trasferta anche da Zoppola, Spilimbergo, da fuori regione e da dentro regione.

Delicata la manovra di sollevamento della statua che ha immediatamente lasciato le calzature sul globo a cui aderiva, arrivando a terra scalza, ma intera.

Gli acciacchi dell’ eta` ottimamente documentati dall’ immancabile e perfetto Missinato, ultima generazione dell’ indiscutibile mito dell’ imagine per tutti gli anni ’60 e ’70, inseparabile dalla sua Rolleiflex, operante allora dalla sede di via XXX Aprile, passaggio obbligato per i tanti ex allievi di don Ennio Cecco che si recavano al vicino centro studi. Tanti di questi ex allievi ed anche alcune autorita` cittadine in incognito hanno voluto presenziare alla difficile manovra, salutandone la conclusione con un caloroso applauso liberatorio della tensione accumulata ormai da tempo.

Misteriosamente scomparsa la lancia con cui San Giorgio avrebbe dovuto infilzare il Drago, forse opportunamente messa in custodia preventiva dal sottostante pubblico ufficio minacciato sia a livello governativo (chiusura delle province) che ecclesiatico (la balistica della lancia partente dalla sommita` del campanile lasciava evidentemente immaginare una possibile valutazione di comune intenzione tra i due poteri).

Scampata la brutale eliminazione fisica, incombente secondo un disegno antico, ora va affrontato l’ altro: come fare per sospendere la volonta` di eliminare il cornonamento sessantottino delle lotte politiche che nel passato ci avevano grandemente appassionati?

Seguiremo anche questo prosieguo non piu` simbolico della vicenda, come anche non abbandoneremo all’ oblio il futuro del nostro San Giorgio. Non ha da ripetersi il triste destino dei cavalli di San Marco, ormai sepolti in una cella dalla quale non vedono piu` la luce del sole ne` godono della vicinanza dei loro amati colombi.

Lascieremo al Rogo de la Vecia con il suo Pan e Vin la conclusione delle indagini sulle modalita` di esecuzione delle operazione, sui costi, i sostegni ricevuti, il destino della sottostante, incompiuta, sede provinciale (la chioma di Aldo Casotto ci ha putroppo lasciati per atterrare nella competizione elettorale di oltre Atlantico, non dimentichiamo comunque la voce carica dei forti e pregnanti messaggi che ci hanno sempre ricordato i capitoli delle annate passate).

 

Le immagini testimoniano sia l’assenza della lancia che delle scarpe (lavanda dei piedi fuori stagione?)

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