Apres San Giorgio, le deluge?

Era gia` successo nei primi secoli successivi all’ anno mille, quando sullo stretto dei Dardanelli gia` si scontravano la vicina Venezia e Genova, citta` divise dall’ attaccamento a due santi ben distinti: Marco e Giorgio. La Torre Galata, volute Christea Turris dai Genovesi improvvisamente volge la schiena all’ occidente e da allora rimane parte integrante del sol levante.

Un’inquietante scenario si profila quindi in una delle cittadine del nord-est più aperte all’accoglienza e all’integrazione dei migranti, cittadina che si e` create internamente, senza necessita` di contributo esterno (come abbiamo gia` visto il 25 aprile in “Una Citta` in bilico”) la tensione tra San Giorgio e San Marco. Uno scenario alla Houellebecq o, per rimanere tra le cassandre nostrane, alla Fallaci. L’immagine del san Giorgio supino sulla barella acquista ora, alla luce di rivelazioni, delle cui fonti non abbiamo ragione di dubitare, una valenza simbolica conturbante. Una resa pressoché totale senza neppure l’onore delle armi come testimoniano le immagini del cavaliere privato della sua lancia prima ancora di essere destituito.

La notizia che, rimosso il santo combattente, il progetto di conversione del campanile in minareto aspetta solo la ratifica del futuro nuovo sindaco, getta una pesante ombra di sospetto sui candidati impegnati nella corsa elettorale o almeno su uno di essi. La fonte della notizia che arriva via Londra attraverso un’agenzia dell’indipendente John Barleycorn Press, diffonde ombre più spesse della luce che voleva fare su questa incredibile vicenda. Vanno, infatti, considerati attentamente gli ambigui rapporti che legano un dipendente della JB Press a uno dei pretendenti più aggressivi allo scranno municipale.

Inoltre, si sussurra di ingenti sostegni alla campagna elettorale da parte di una finanziaria con importanti investimenti di capitali sauditi camuffati da importanti commesse edilizie a Dubai e dintorni. Non ci stupiremmo di assistere a breve alla folgorante doppia carriera – come politico in città e archistar internazionale nel golfo persico – di uno dei personaggi più discussi e glamour della scena pordenonese.

Per concludere, senza indulgere troppo in speculazioni fantapolitiche, dobbiamo rilevare un sociologico parallelo tra il fenomeno del risucchio di maestranze senza tutele dai paesi africani causato dal vuoto pneumatico di manodopera nelle fabbriche del nord-est, e il risucchio di genuflessi islamici causato dal vuoto pneumatico di fedeli cattolici nelle chiese delle nostre cittadine. Inutile, dire che mentre per le fabbriche non è necessaria alcuna riconversione per riconvertire le chiese in moschee e i campanili in minareti qualche aggiustamento è necessario. Con il finanziamento degli sceicchi e con buona pace dei santi cavalieri un inizio e` stato dato.

 

La sequenza delle tre immagini mostra, nell’ ordine, il rendering di come sara` la torre a lavori conclusi (John Barleycorn Press, diritti riservati) la nota cella campanaria sovrastata dal Santo ormai dimesso e la sommita` della Genovese Christea Turris

Advertisements

Leave a Reply

Please log in using one of these methods to post your comment:

WordPress.com Logo

You are commenting using your WordPress.com account. Log Out / Change )

Twitter picture

You are commenting using your Twitter account. Log Out / Change )

Facebook photo

You are commenting using your Facebook account. Log Out / Change )

Google+ photo

You are commenting using your Google+ account. Log Out / Change )

Connecting to %s