The Mapping Journey Project – Bouchra Khalili at the MoMA

 

La mostra di Bouchra Khalili aperta in questi giorni e descritta al link sotto riportato da Glenn Lowry (da anni direttore del sempre grande MoMA di New York) meriterebbe di passare dai musei Italiani, di essere diffusa in rete.

Si tratta di un’ opera multimediale composta di video e voci. Vi si racconta la storia della piu` recente migrazione umana, quella che molto spesso vede l’ Italia al suo centro. La scelta dell’ artista la ha portata a raccontare la storia sia delle persone che della nostra epoca evitando le figure umane, delle quali si vedono solo le dita e poco piu`, si sentono le voci, registrate in presa diretta, si ascolta una lingua italiana ben pronunciata e parlata con la correttezza che ormai anche i “giornalisti” di mamma RAI hanno dimenticato (condizionali, congiuntivi, accenti!). Di queste persone, e della storia contemporanea che raccontano, possiamo seguire il disegno tracciato dal pennarello che le loro dita muovono sopra una mappa geografica segnando i percorsi che dall’ Asia e dall’ Africa li hanno portati fino da noi.

Dalla voce di questi protagonisti sappiamo che, raggiungendo guadagni anche di 30 euro al giorno a Milano, riescono a sostenere le loro famiglie nei paesi di origine, scopriamo che il viaggio dal Bangladesh all’ Italia puo` durare 5 anni, raggiungere la Serbia, deviare in Mali, da cui, dopo un passaggio in Algeria, si raggiunge la costa Libica. Sbagliando rotta qualcuno avvicina la costa Tunisina e inizia a derivare verso la Sardegna. Tutto questo a bordo di un gommone con altri 25 naviganti. Sul momento quasi finale, una nave (forse Australiana) lascia viveri, acqua ed indica la direzione da seguire per avvicinarsi all’ Italia. Bel Paese, dichiarato sogno di una vita anche dal ragazzino che ci arriva da solo, che impara un elegante Italiano nella scuola offertagli in Calabria dalla nostra organizzazione di accoglienza (ma allora esiste! funziona! di cosa parlano le tante bocche non guidate da un cervello che leggiamo continuamente sui social media? da che pianeta arrivano?). Il ragazzino diventa maggiorenne, dopo un viaggio di 5 anni, da solo, in un campo di accoglienza italiano, probabilmente in Calabria. Trova lavoro sul posto, ci rimane alcuni anni finche` si sposta e raggiunge Roma, dove ancora oggi si occupa di ristorazione (avendo gia` deciso di tornare al suo paese).

Come molte altre persone, la giornata era stata dedicata alla bellissima mostra monografica su Degas al sesto piano, come queste altre persone, siamo rimasti bloccati, a bocca aperta di fronte alla semplicita`, pienezza ed eleganza comunicativa di questa mostra cosi magnetica da catturare un pubblico giunto per tutt’ altra visita.

Un obbligo per l’ Italia chiederla, pretenderla e distribuirla nei suoi musei, nelle scuole, …, per limitare i dannosi effetti di una ignorante, sguaiata, deprimente campagna disinformativa da troppo tempo in atto senza nessun tipo di contrasto. Il messaggio consegnato dall’ opera della Khalili non e` un giudizio su quanto sta succedendo, e` una constatazione, una descrizione storica, lasciata alla voce dei protagonisti, testimoni di grande civilta` nel loro equilibrio narrativo. La storia che raccontano e` sicuramente piu` vasta della ridotta lettura locale, a livello Italiano pero` segnala il ricco contributo umano e culturale che stiamo ricevendo, non sempre meritandocelo

 

http://edition.cnn.com/2016/04/28/arts/glenn-lowry-cnn-style-guest-editor/index.html

 

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