Dalla Renetta alla Mc Intosh

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Il maso chiuso (geschlossener Hof o Erbhof in tedesco) è un istituto giuridico che nasce per difendere la proprietà agricola attraverso la sua indivisibilita`.

In latino medioevale mansus indicava l’ appezzamento di terreno, da mansus deriva maso con il significato di azienda agricola composta da terre, abitazione del contadino e altri fabbricati destinati all’esercizio dell’ agricoltura.

La caratteristica piu` importante della norma regolante la forma giuridica del maso chiuso e` data dalle prescrizioni in termini di eredita`. Il trasferimento dei beni avveniva, per causa mortis, solamente a favore del primogenito maschio, i fratelli minori o le sorelle potevano scegliere tra un indennizzo o continuare a vivere assieme al fratello maggiore come suoi schiavi (l’analogia con i servi della gleba e` evidente).

L’ istituto giuridico del maso chiuso e` scomparso da anni, lasciando alcune tracce genetiche nella popolazione interessata dal fenomeno storico ormai lontano. La bassa natalita` delle zone di presenza dell’istituto, assieme alla sempre maggiore immigrazione da zone esterne (anche extra comunitarie, fenomeno oggi detto dei “migranti”) stanno correggendo i difetti genetici inconsapevolmente indotti dalle piu` strette letture della norma qui ricordata.

La correzione in corso viene da alcuni valutata come sconvolgente, tanto da indurre alla pronta presa di posiposizion e alla proposta di erezione di barriere anche fisiche per potere salvaguardare un patrimonio etnico locale che altrimenti rischierebbe di andare irrimediabilmente perduto.

La mostra The Mapping Journey Project (recentemente presentata su questo blog) descrive il viaggio di un ragazzino di 13 anni che parte da solo dalla Siria, passa vicino all’ India, raggiunge la Serbia da cui deve deviare verso l’ Algeria. Raggiunge finalmente la costa libica, naviga il Mediterraneo (sbagliando rotta e beneficiando del salvataggio offerto da un mercantile Australiano di passaggio) per raggiungere circa 5 anni dopo la partenza la Calabria. Qui impara la lingua italiana (congiuntivi compresi!), diventa cuoco ed oggi gestisce il suo ristorantino a Roma.

Un altro #migrante, sempre #siriano, parti` invece alcuni anni prima da Homs per compiere i suoi studi presso l’ universita` americana di Beirut. A causa delle tensioni politiche di allora, il nostro giovane si scopri` migrante e in tale qualita` raggiunse gli Stati Uniti, dove ebbe un figlio naturale che perse di vista. Il nostro migrante oggi vive ancora in Nevada, il figlio che non ha piu` rivisto lascio` al mondo una mela, ideale anello di congiunzione tra il maso chiuso e Silicon Valley, un simbolo, se vogliamo, del significato di una societa` aperta.

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Barriera fisica                                                       Migranti in partenzaSalvini

Patrimonio etnico locale?

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3 thoughts on “Dalla Renetta alla Mc Intosh

  1. Lungi dall’essere scomparso ilmaso chiuso è rimasto come consuetudine e in parte come istituto giuridico:l’Alto Adige risulta l’unica area geografica in Europa dove è tuttora invigore il diritto dimaggiorasco. Oggi, in Alto Adige, esistono circa 12.300 aziendeclassificate come masi chiusi.
    In val Badia, a colpo d’occhio,si possono comprendere le implicazioni a livello ambientale, economico,urbanistico/rurale e sociale della regola grazie alla quale la proprietà passa soloal primogenito maschio di ogni famiglia.
    Dal punto di vista ambientale èevidente che il maso chiuso ha permesso di preservare il territorio da un’eccessivaurbanizzazione consentendo che per secoli la destinazione agricola e boschivadel suolo non fosse insidiata da una edificazione selvaggia. La mancataframmentazione del fondo è diventata la garanzia del mantenimento dellaspecifica vocazione agricola e pastorizia del territorio. Ciò non ha impeditoche si sviluppasse anche una fiorente attività commerciale e terziaria nelfondo valle. Da generazioni, i cadetti che scelgono di essere liquidati, se noncercano fortuna migrando, si sistemano avviando un’attività commerciale oterziaria nei conglomerati urbani di fondo valle, lungo le vie di comunicazioneprincipali. Nel maso, che rimane indiviso e nominalmente di proprietà delprimogenito, si crea una micro società in cui i servizi sono in condivisione:il forno, il pozzo, la stalla, il fienile sono condivisi tra i nuclei familiariche compongono il borgo.
    Si crea e mantiene per secoli unequilibrio economico e demografico che costituisce un’ecologia di cui beneficiail territorio nel suo insieme.
    Qualcosa cambia negli ultimiquarant’anni. Il fondo non è più il perno su cui gira l’economia della regioneessendo il turismo la principale fonte di reddito. Ma anche nel mutato assettoeconomico il maso chiuso impedisce quella lottizzazione selvaggia che al di làdel passo Falzarego trasforma profondamente la natura territoriale del Cadorein quel continuum urbano che non avremmo mai voluto vedere; pur esistendo anchenell’ampezzano un istituto giuridico che regolamenta in modo originale evincolante l’uso del territorio, dei pascoli e delle risorse boschive: leRegole di Cortina. Lo sviluppo che consegue all’afflusso di masse di turistinelle stagioni estive e invernali, nelle valli ladine rimane comunque, dalpunto di vista dell’uso del suolo, meglio ‘ordinato’. Negli anni ’80 del secoloscorso un imprenditore di vaste possibilità economiche cercò di penetrare nellevalli ladine con la forza dei soldi. Sui tornanti del passo Gardena comparveuna scritta in ladino che in italiano recita così: Non vendere la tua terra; la terra è la tua vita. Se unproprietario si trovava nelle condizioni di dover vendere un consorzio localegarantiva l’acquisto alle stesse condizioni proposte dagli esterni.L’imprenditore fu respinto come un cadetto arrogante e obbligato a cercarefortuna su altri colli. Insomma, la renetta rimane integra grazie al masochiuso e alla cultura che ne deriva, laddove il morso sulla m(a)cintosh simboleggia,se vogliamo, l’attitudine allo spolpamento del territorio proprio e altrui.
    (scritto da un secondogenito su MacBook Air)
    Da: Casa Lambert A: stefanofregonese@yahoo.com Inviato: Mercoledì 27 Luglio 2016 22:49 Oggetto: [New post] Dalla Renetta alla Mc Intosh #yiv9206048593 a:hover {color:red;}#yiv9206048593 a {text-decoration:none;color:#0088cc;}#yiv9206048593 a.yiv9206048593primaryactionlink:link, #yiv9206048593 a.yiv9206048593primaryactionlink:visited {background-color:#2585B2;color:#fff;}#yiv9206048593 a.yiv9206048593primaryactionlink:hover, #yiv9206048593 a.yiv9206048593primaryactionlink:active {background-color:#11729E;color:#fff;}#yiv9206048593 WordPress.com | Casa Lambert posted: ” Il maso chiuso (geschlossener Hof o Erbhof in tedesco) è un istituto giuridico che nasce per difendere la proprietà agricola attraverso la sua indivisibilita`.In latino medioevale mansus indicava l’ appezzamento di terreno, da mansus deriva ma” | |

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    • Ringrazio per la correzione. La notizia dell’abbandono dell’istituto mi vene da Wikipedia, avendo frequentato le zone di riferimento riconosco però la maggiore correttezza dell’osservazione ricevuta. La mia intenzione era soprattutto legata al sostegno di una società aperta per le sue capacità di maggiore crescita (Intesa culturalmente e non economicamente, quindi valutata per i suoi effetti qualitativi più che esclusivamente quantitativi).

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  2. non riesco a pubblicarlo come risposta al tuo post.ciao,ste Lungi dall’essere scomparso il maso chiuso è rimasto come consuetudine e in parte come istituto giuridico: l’Alto Adige risulta l’unica area geografica in Europa dove è tuttora in vigore il diritto di maggiorasco. Oggi, in Alto Adige, esistono circa 12.300 aziende classificate come masi chiusi. (fonte: Wikipedia)In val Badia, a colpo d’occhio, si possono comprendere le implicazioni a livello ambientale, economico, urbanistico/rurale e sociale della regola grazie alla quale la proprietà passa solo al primogenito maschio di ogni famiglia.

    Dal punto di vista ambientale è evidente che il maso chiuso ha permesso di preservare il territorio da un’eccessiva urbanizzazione consentendo che per secoli la destinazione agricola e boschiva del suolo non fosse insidiata da una edificazione selvaggia. La mancata frammentazione del fondo è diventata la garanzia del mantenimento della specifica vocazione agricola e pastorizia del territorio. Ciò non ha impedito che si sviluppasse anche una fiorente attività commerciale e terziaria nel fondo valle. Da generazioni, i cadetti che scelgono di essere liquidati, se non cercano fortuna migrando, si sistemano avviando un’attività commerciale o terziaria nei conglomerati urbani di fondo valle, lungo le vie di comunicazione principali. Nel maso, che rimane indiviso e nominalmente di proprietà del primogenito, si crea una micro società in cui i servizi sono in condivisione: il forno, il pozzo, la stalla, il fienile sono condivisi tra i nuclei familiari che compongono il borgo. 

    Si crea e mantiene per secoli un equilibrio economico e demografico che costituisce un’ecologia di cui beneficia il territorio nel suo insieme. 

    Qualcosa cambia negli ultimi quarant’anni. Il fondo non è più il perno su cui gira l’economia della regione essendo il turismo la principale fonte di reddito. Ma anche nel mutato assetto economico il maso chiuso impedisce quella lottizzazione selvaggia che al di là del passo Falzarego trasforma profondamente la natura territoriale del Cadore in quel continuum urbano che non avremmo mai voluto vedere; pur esistendo anche nell’ampezzano un istituto giuridico che regolamenta in modo originale e vincolante l’uso del territorio, dei pascoli e delle risorse boschive: le Regole di Cortina. Lo sviluppo che consegue all’afflusso di masse di turisti nelle stagioni estive e invernali, nelle valli ladine rimane comunque, dal punto di vista dell’uso del suolo, meglio ‘ordinato’. Negli anni ’80 del secolo scorso un imprenditore di vaste possibilità economiche cercò di penetrare nelle valli ladine con la forza dei soldi. Sui tornanti del passo Gardena comparve una scritta in ladino che in italiano recita così: Non vendere la tua terra; la terra è la tua vita. Se un proprietario si trovava nelle condizioni di dover vendere un consorzio locale garantiva l’acquisto alle stesse condizioni proposte dagli esterni. L’imprenditore fu respinto come un cadetto arrogante e obbligato a cercare fortuna su altri colli. Insomma, la renetta rimane integra grazie al maso chiuso e alla cultura che ne deriva, laddove il morso sulla m(a)cintosh simboleggia, se vogliamo, l’attitudine allo spolpamento del territorio proprio e altrui. 

    (scritto da un secondogenito, su MacBook Air)

    Da: Casa Lambert A: stefanofregonese@yahoo.com Inviato: Mercoledì 27 Luglio 2016 22:49 Oggetto: [New post] Dalla Renetta alla Mc Intosh #yiv7734942180 a:hover {color:red;}#yiv7734942180 a {text-decoration:none;color:#0088cc;}#yiv7734942180 a.yiv7734942180primaryactionlink:link, #yiv7734942180 a.yiv7734942180primaryactionlink:visited {background-color:#2585B2;color:#fff;}#yiv7734942180 a.yiv7734942180primaryactionlink:hover, #yiv7734942180 a.yiv7734942180primaryactionlink:active {background-color:#11729E;color:#fff;}#yiv7734942180 WordPress.com | Casa Lambert posted: ” Il maso chiuso (geschlossener Hof o Erbhof in tedesco) è un istituto giuridico che nasce per difendere la proprietà agricola attraverso la sua indivisibilita`.In latino medioevale mansus indicava l’ appezzamento di terreno, da mansus deriva ma” | |

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