Da San Giorgio ai Turcs tal Friul

sangiorgiopn20161007

Nell’ormai lontano aprile di quest’anno ci eravamo accorti della mutilazione avvenuta ad uno dei simboli della verde cittadina della destra Tagliamento, avevamo promesso di non lasciare cadere la cosa e di mantenere i lettori informati.

I primi brividi di questo autunno ritardatario si fanno sentire in prossimità della nostra amata montagna, ad ottobre inoltrato ci è sembrato opportuno un passaggio ed un aggiornamento.

Tra le immagini disponibili, abbiamo scelto per forza quella riprodotta perché mostra con innegabile evidenza il pieno significato degli “effetti collaterali”: tolto il Santo, privato di lancia e di scarpe, è pericolosamente saltato l’equilibrio non più solo architettonico, ma ormai anche innegabilmente statico della zona.

L’energia diffusa dal sacro manufatto tolto da suo piedistallo oggi manca, l’edificio, già abitazione di note personalità locali, visitate in occasione diverse tra di loro, di giorno come di notte, anche dai membri della indomita John Barleycorn Corp, mostra una evidente sofferenza nel suo piegarsi a cercare il sacro sostegno oggi indebolito. Ci domandiamo se questo piegarsi testimoni la ricerca del sacro diminuito o la volontà di offrire protezione al moncherino malamente “aggiustato” dalla corona (di spine viene da dire) sovrappostagli da qualche bruto miscredente, ancora legato al progetto sempre monoteista, ma alternativo, che avevamo già sospettato.

La rimozione del manufatto per consegnarlo alle cure del fiorentino Opificio delle Pietre Dure in realtà non è altro che un trucco organizzato per tempo allo scopo di mettere in salvo la statua in anticipo rispetto al temuto referendum di dicembre. Solo così possiamo capire l’intervento personale della governatrice della regione forse autonoma e lo spostamento in lidi così lontani (addirittura oltre Appennino!) del simbolo cui siamo tanto legati.

La prudenza dimostrata dal mondo politico nazionale appare chiaramente lungimirante quando valutiamo i possibili effetti collaterali non più del nostro santo, ma ora del grande referendum, che, assieme alla fine del capetto di Rignano, ci possono consegnare l’antipasto del rivolgimento continentale che ci potrà ripresentare i Turcs tal Friul. Tutto quadra, la torre che abbiamo conosciuto si appresta alla sua trasformazione in luce mediorientale, il pregiato condominio si sta piegando sul moncherino a sua protezione più che per assenza del sacro sostegno che fino ad oggi aveva ricevuto, realizzando una pendenza “attiva” a differenza di quella pisana, ancora maggiormente nota, benché “passiva”.

minareto3

 

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