Unione Monetaria Europea – miti da sfatare?

 

euroleonardoIl 2017 si presenta come un anno di rilievo per tutta l’Unione Europea, diversi paesi sono interessati da elezioni, vari passi programmati nel tempo giungeranno a compimento.

Pensando prima di tutto alle elezioni, leggiamo che il mondo occidentale segnala con chiarezza un generico scontento, letto in piu` modi e di solito ricondotto al disagio economico i cui responsabili sono spesso individuati tra gli attuali governanti (colpevoli anche dell’esito di scelte fatte quando questi spesso avevano ancora i calzoni corti).

Guardando ai passi programmati da tempo, soprattutto dall’Italia, non possiamo non ricordare che la possibilita per le banche di investire in titoli di Stato italiani a costo zero per il loro bilancio sta per terminare, altrettanto abbiamo gia assistito al primo passo indietro della Banca Centrale Europea nelle sue operazioni di acquisto dei titoli di Stato dei diversi paesi (rimanendo in Italia, per dare pieno significato al cambiamento, meglio sapere che l’istituto emittente ha fino ad oggi comprato BTP per un volume superiore a quello delle nuove emissioni), stiamo parlando quindi di due importanti compratori che potrebbero ritrarsi dal mercato, nel momento in cui anche oltre Atlantico la stessa scelta sembra ancora piu avanzata. La politica fiscale del nuovo presidente vorrebbe inoltre insistere su un finanziamento a breve dato da maggiore debito (proprio quando la Federal Reserve sta iniziando a pensare alla riduzione delle dimensioni del proprio bilancio). Tutto l'insieme significa che la domanda di risorse finanziarie a partire dal 2018 (ma con possibile manifestazione gia` nel 2017) possa mostrarsi crescente, contemporaneamente ad una offerta di risparmio almeno non crescente, uno scenario di questo tipo sfocia di solito in tassi di interesse in salita.

Nel clima pre-elettorale che si respira anche in Italia, leggiamo spesso che la causa di ogni male sofferto dal nostro paese, deriva si da una classe politica incapace oggi, ma anche dalle numerose compagini governative che la hanno preceduta, soprattutto quando hanno tanto insistito perche` anche il nostro paese partecipasse dall’inizio alla nuova zona monetaria. Conseguenza diretta del ragionamento appena esposto vuole che l’abbandono dell’Euro possa essere la soluzione taumaturgica tanto agognata.

Prima di precipitarsi a raccogliere acriticamente il messaggio del ciarlatano di turno, la disponibilita` di dati attendibili permette a chiunque una verifica. Per chi non ha tempo e si fida, esiste gia` disponibile e liberamente scaricabile dall' indirizzo internet http://bruegel.org/2017/01/the-italian-lira-the-exchange-rate-and-employment-in-the-erm/ uno studio che mette seriamente in dubbio le affermazioni di chi riconduce totalmente all' Euro l'origine di ogni male. Leggendo il testo citato e la biografia suggerita, si giunge alla conclusione diametralmente opposta.

Mi rendo conto di contribuire alla demolizione di un sogno che avrebbe concesso almeno qualche mese di speranza a molti, non credo sia pero corretto, per onesta` intellettuale, tacere sull'errore individuato, un primo beneficio puo discendere dall'avere contribuito ad un dibattito piu` consapevole, un secondo nell'avere dato una valida ragione per spendere energia nella ricerca di altre origini alle difficolta` che ci affliggono.

Le elezioni Americane ci hanno appena dimostrato quanto poco valga un ragionamento logico di fronte ad un elettore reso fortemente emotivo, cio` non significa che sia giusto rinunciare ad offrire un’informazione equa e documentata. A rafforzare il concetto, riporto una famosa frase di Wiston Churchill che durante quest’anno potrebbe avere ragione di essere ricordata:

“The trouble with committing political suicide is that you live to regret it”.

 

 

 

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