Bond Vigilantes

BondVigilantes

La definizione è recentemente emersa in modo più netto, la avevamo letta riferita a mercati lontani, Nord America, aziende più o meno decotte, avvoltoi (e fondi avvoltoio) pronti a spolpare quanto trovavano entro il loro raggio di azione. Il vedere associato il nome a realtà molto più vicine può portare il pensiero, magari non di tutti, prevalgono ancora quelli che pensano si tratti di un comportamento lontano, a capire la legittimazione del cosiddetto “vigilante”, dopo la legittimazione, emerge anche il tema del suo significato.

Percorrendo velocissimi le tappe che la situazione attuale richiama, ci accorgiamo che, nella notte dei tempi, per alcuni, è stato l’argomento religioso a suggerire la finalità del vivere quotidiano. A scuola a volte ci viene ricordato che un primo esempio efficace di razionale sfruttamento della potenza delle religioni si è avuto con l’imperatore Costantino che si accorse della funzionalità della religione monoteista al governo di un territorio vasto e complesso. Il successo che ne segui`, avviò un circolo virtuoso mai più scalfitto, nemmeno con i risultati portati dall’illuminismo, pensiero che getta le basi delle moderne democrazie, oggi sempre più viste in unione indissolubile con il capitalismo.

La coesistenza pacifica di democrazia e capitalismo è assicurata dal ricambio alla guida, realizzato nel rispetto del necessario coinvolgimento dei cittadini per quanto riguarda le istituzioni pubbliche, dal successo o insuccesso nelle attività commerciali per la realtà privata (in teoria anche quando di proprietà pubblica).

Quando parliamo di bond vigilantes, a volte assorbiamo una sensazione di fastidio, legata alla prepotenza percepita in questi esseri non troppo chiaramente definiti, le cui individualità si nascondono in una massa numerosa, e proprio perché numerosa, senza nome (esclusi i soliti noti, tra i quali forse il nome di George Soros è quello che spicca maggiormente).

Quale è l’elemento che consente alla massa di vigilantes di avere voce su temi che i meccanismi democratici, sostenuti dal capitalismo, non avevano mai esplicitamente delegato? Il soprannome stesso, li lega esplicitamente al debito, il legame è tanto più forte quanto maggiore è la dimensione del debito stesso. La forza del legame così spiegato riesce a superare quella della delega formale, esplicitamente data dal popolo, non più sovrano, nel momento dell’esercizio del suo più elementare diritto democratico: il voto.

La generazione di debito avviene nel tempo ed è sempre legata alle scelte di amministrazione dello stato, che si calano in periodi economicamente più o meno propizi all’indebitamento (il maggiore o minore favore, nel caso del debito pubblico, segue una sua “stagionalità” che mostra il vantaggio o lo svantaggio secondo tempistiche non allineate a quelle dell’economia privata, si parla a questo proposito di comportamenti anticiclici). L’osservazione mostra quindi che il debito generato (invece che rimborsato) durante le espansioni economiche può facilmente essere definito “cattivo”, l’opposto per quello che contrasta andamenti economici sfavorevoli (disponibile per quelli che avevano seguito i comportamenti virtuosi pero`, non per tutti).

Abbiamo la fortuna storica di potere osservare contemporaneamente la formazione di un debito “cattivo”, la gestione anticiclica del debito e anche gli effetti di politiche sbagliate del recente passato (anche in questo caso, l’orizzonte temporale da osservare, non è quello dell’economia privata, che proietta le sue previsioni/speranze tra  i prossimi 6 e i prossimi 36 mesi, la gestione del debito pubblico deve, per responsabilità di chi la tocca, irrinunciabilmente sapere leggere orizzonti pluriennali, che considerino anche le evoluzioni demografiche).

Indizio buttato, i nomi che ne escono ragionandoci, possono apparire in una luce abbastanza nuova.

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