Gruppo Equitalia (www.gruppoequitalia.it)

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Il cittadino italiano che per sua scelta se ne va dal suo ex paese, non pensi di essere riuscito a fuggire dai suoi aspetti peggiori. La persecuzione continua nella sua completa ottusita` Kafkiana.

La cartella emessa della ineffabile mi intima il pagamento della tassa sui rifiuti “evasa” nel 2012, fortunatamente trovo la ricevuta del pagamento gia` effettuato (dopo due traslochi, uno oltre Atlantico), tento di raggiungere l’organo di oppressione per via telematica, la novitadel kafkiano aggiornamento tecnologico mi propone la risposta tipica dei siti piu` prossimi alla vera perversione sessuale.

Non pensavo Equitalia fosse capace anche di questo, chissa` di cosa in realta` si occupa il responsabile del provvedimento emesso a mio carico? (la comunicazione ne riporta nome e cognome).

Ora dovro` scoprire come consegnare ad Equitalia la copia del pagamento che ha gia` ricevuto e che dovrebbe custodire almeno con la mia stessa attenzione.

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Sarde in Saor

Ingredienti:

Sarde già pulite 600 gr (eliminate teste e lische)

Cipolle bianche 600 gr

Aceto di vino bianco 200 ml

Alloro 2 foglie

Zucchero 1 cucchiaio

Sale fino q.b.

Pinoli 40 gr

Uva passa 40 gr

Olio EVO 3 cucchiai

Pepe Rosa in grani q.b.

Olio di semi per friggere q.b.

Preparazione

Per preparare le sarde in saor iniziate sbucciando le cipolle, poi tagliatele a metà e lasciatele in ammollo in acqua fredda per circa 30 minuti. Ammollate l’uva passa in acqua tiepida. Prendete le sarde, le aprite a libro e le infarinatele bene da entrambi i lati, scuotetele per eliminare la farina in eccesso e friggetele in abbondante olio di semi. Poi scolatele e ponetele su un foglio di carta assorbente per eliminare l’olio in eccesso, infine salatele.

Tagliate le cipolle in fettine sottili e mettetele ad appassire a fuoco basso (per circa 20/30 minuti) in un ampio tegame con l’olio extravergine d’oliva; trascorso questo tempo alzate il fuoco, salate, aggiungete lo zucchero e l’aceto di vino bianco, lasciatelo sfumare, proseguite la cottura per alcuni minuti e spegnete il fuoco. Ponete quindi in una terrina uno strato di sarde fritte, poi coprite con delle cipolle, poi una manciata di uvetta e pinoli, componete in questo modo altri strati fino a finire gli ingredienti. Terminate con abbondanti cipolle, pinoli, uvetta, le foglie di alloro e il pepe rosa in grani. Lasciate riposare in un luogo fresco per almeno 24 ore prima di gustare le sarde in saor, se riuscite a gustarle anche oltre le 24 ore, ancora meglio, altrimenti riproverete.

Pinza di Pordenone (di solito per Epifania, ma ottima sempre nel clima freddo, con il vin brule` all’aperto)

Ingredienti

½ Kg Zucca (cotta)

½ Kg Farina “00”

300 g Farina da Polenta Gialla

1 Limone (succo e buccia grattuggiata)

1 Arancia (succo e buccia grattuggiata)

½ bicchiere olio di mais o girasole

½ bicchiere di grappa

1 bicchiere latte

300 g Zucchero

250 g Uvetta (ben lavata)

500 g Fichi secchi (tagliati a pezzettini)

3 Uova

2 bustine lievito

1 bustina vanillina (facoltativa)

15 g semi di finocchio

In un recipiente sbattere le uova intere (bianchi e tuorli) con lo zucchero, olio, latte e grappa. Aggiungere gradualmente la farina, la zucca (precedentemente schiacciata con la forchetta), il succo di limone, di arancia e le bucce grattugiate. Amalgamare bene tutto e aggiungere alla fine i semi di finocchio, l’uvetta (dopo averla lavata, lasciatela nel bicchiere di grappa) e i fichi precedentemente passati in un poco di farina.

Versare l’impasto in una teglia da forno rivestita di carta da forno.

Mettere in forno (pre-riscaldato) a 180 gr C per circa 1 ora.

Bere un’ombra

modo di dire veneto che pare sia nato all’ombra del campanile di San Marco a Venezia, dove il vino veniva protetto dal caldo del sole, appunto rimanendo all’ombra.

Con qualche secolo di ritardo qualche amministratore pubblico, forse afflitto da un male difficilmente curabile (si parla di astemi), ha deciso di riprendere l’ombra per rovinarne il ricordo, nasce cosi la “tassa sull’ombra”.

La decisione di imporre la nuova tassa durante la stagione invernale deve avere trovato sostegno nella convinzione della giunta di potere passare inosservata, rinviando alla prossima estate (post elezioni) la gestione dell’eventuale malcontento della cittadinanza.

http://messaggeroveneto.gelocal.it/pordenone/cronaca/2017/12/03/news/via-la-tassa-sull-ombra-delle-tende-1.16194414?ref=hfmvpnec-2

Horatio Nelson, un insegnamento

 

J_M_W_Turner-La_bataile_de_Trafalgar_(English)“England expects that every man will do his duty” segnale mandato dalla nave Victory del vice Ammiraglio Horatio Nelson all’inizio della battaglia di Trafalgar, che confermo’ la supremazia inglese sui mari del mondo (la riproduzione del quadro di Turner mostra le ultime lettere del messaggio scritto con le bandiere appese all’albero della Victory).

Casa sarebbe successo se il timoniere fosse andato a prua? il segnalatore al cannone? …

Le storie dell’impero britannico, e del mondo occidentale, sarebbero molto diverse.

Pochi anni prima della battaglia dall’innegabile significato storico, un altro suddito del Regno Unito avviava una storica e vittoriosa battaglia, questa volta a beneficio dell’umanità. Edward Jenner nel 1796 si accorse che le mungitrici delle mucche infette da vaiolo bovino rimanevano immunizzato anche rispetto alla forma più grave della versione umana, dalla prima osservazione, i suoi esperimenti e il beneficio odierno.

Passati circa 200 anni, la frase di Nelson va ripetuta forte e chiara, soprattutto nel Paese che si bea ancora di avere ospitato (e ben dimenticato) quel periodo aureo ricordato con il nome di Rinascimento.

Lasciamo fare ai medici il loro lavoro e riprendiamo il nostro posto alla scrivania, allo sportello, alla zappa: non confondendo i ruoli, guadagneremo tutti.

 

 

 

 

Dinner at Rifugio Gortani

One unforeseen change in my schedule, trapped me longer than imagined as a guest “a casa di Fuchs”. Some old friends joined, not too far we hit a high quality mountain rifugio alpino: perfect orzo and fagioli, followed by exquisite polenta and goulash and polenta and deer. All with Merlot from Spessa di Cividale.

Today, some dieting.

Temperatures between 14 and 22 Celsius.

Tomorrow, back to reality.

Italia (parte di) nel 1962

franzjoseph

“… Certe sere mi raccontava dei tempi di Franz Joseph, l’imperatore alto, baffuto, col mantello bianco in groppa ad un cavallo bianco, il giorno che venne a far visita ai suoi bravi sudditi italiani del Sudtirolo, e capito anche al paese di lei, in Val di Fiemme. Dietro il suo cavallo venivano ufficiali bellissimi, tutti bianchi anche loro e col pennacchio, ben dritti in sella - il bustino portavano, questi ufficiali austriaci, per slanciare la figura - e al paese non si era mai veduta una festa cosi. Era un gran bell'uomo l'imperatore Franz Joseph, altro che quel gambecorte d'un italiano che avevano messo dopo la sua morte, e che lassu non si era mai fatto vedere.

Pagavano poche tasse, i sudditi italiani, la polizia quasi non c’era, soltanto due gendarmi boemi vecchi e coi baffi, che la sera giocavano a briscola col prete e il farmacista. Mentre dopo dall’Italia, gia avevano cominciato a mandare questurini su questurini, piccoletti, neri e con gli occhi cattivi. Per non parlare poi degli altri vantaggi: il passaporto, per esempio, che ti p[ortava fino a Vienna, fino a Budapest, fino a Cracovia in Polonia, senza bisogno i visti ne di dogane. Certe sere di pioggia stavo anche un’ora a sentir parlare di Franz Joseph, che fu imperatore per cinquant’anni filati. Certo, anche quel gambecorte d’un italiano era rimasto sul trono cinquant’anni, ma cosa comandava, quel poveretto sposato con la montanara pecoraia, se a Roma c’era quell’altro, quello tutto nero, a fare e disfare ogni cosa? …”

Da “La Vita Agra” di Luciano Bianciardi 1962